Crema Pasticcera

Porzioni: 8 Tempo Totale: 2 ore 25 min Difficoltà: Medio
La guida definitiva per una crema pasticcera liscia, lucida e senza grumi: i segreti degli amidi e i 3 metodi dei maestri.
Crema pasticcera densa e lucida in una ciotola di vetro con frusta, bacche di vaniglia e scorza di limone su tagliere di legno. pinit

La crema pasticcera è la preparazione madre della pasticceria italiana e la sua ricetta classica. Liscia, brillante e stabile, ottenuta dall’emulsione controllata di latte, tuorli, zucchero e amidi. È la base tecnica da cui dipendono la riuscita di bignè, crostate, cannoncini, torte farcite e dessert al cucchiaio. Ed è anche il vero banco di prova per chi desidera risultati professionali.

Apparentemente semplice, in realtà è una emulsione cotta complessa, governata da equilibri molto precisi. La sua consistenza dipende dalla coagulazione delle proteine, dalla gelatinizzazione degli amidi, dalle temperature di cottura e dal giusto rapporto tra liquidi e addensanti. Errori minimi possono causare grumi, sapore di uovo, separazione a freddo o una crema troppo liquida.

In questa guida completa trovi tutto ciò che serve per padroneggiare la crema pasticcera senza fallire. Ti mostro la ricetta base perfettamente bilanciata e il confronto tra farina e amidi. Trovi anche i metodi di cottura professionali, le varianti più usate in pasticceria e un troubleshooting dettagliato per correggere ogni problema. È un manuale tecnico e pratico, pensato per ottenere una crema sempre liscia, vellutata e stabile, replicabile sia in cucina domestica sia in laboratorio.

Meglio Farina o Amido nella Crema Pasticcera? Il segreto per non fare grumi

Confronto tra crema pasticcera fatta con farina (opaca) e crema pasticcera fatta con amido di mais e riso (lucida e vellutata).

La scelta dell’addensante non è solo una questione di dispensa, ma di risultato tecnico. È qui che si decide se la tua crema pasticcera sarà una “crema della nonna” (rustica e opaca) o una “crema da alta pasticceria” (lucida e vellutata).

1. Crema Pasticcera con Farina 00: il Metodo Tradizionale e i suoi limiti

Per decenni la farina è stata l’unico addensante usato nelle case.

  • Caratteristiche: La farina contiene glutine e proteine. Questo conferisce alla crema una struttura molto tenace e opaca.
  • Il limite: La farina ha un “punto di cottura” lungo. Deve bollire per diversi minuti affinché l’amido perda il sapore di crudo. Questo espone la crema al rischio di bruciarsi sul fondo o di assumere un eccessivo sentore di uovo cotto.
  • Risultato al palato: Una texture più “pesante” e farinosa, che tende a rilasciare acqua (sineresi) dopo 24 ore in frigorifero.

2. Amido di Mais e di Riso: il segreto per una Crema Pasticcera lucida e setosa

I grandi maestri pasticceri oggi utilizzano esclusivamente amidi puri. Perché? Perché gli amidi non hanno glutine e gelificano a temperature più basse (circa 82°C-84°C).

  • Amido di Mais (Maizena): Dona struttura e stabilità. È l’ingrediente che permette alla crema di “stare in piedi” all’interno di un bignè o di una torta a piani.
  • Amido di Riso: È il segreto per la cremosità e la lucentezza. Dona una texture “pomata” che si scioglie istantaneamente in bocca.
  • Il Mix Perfetto: La proporzione aurea è il 50/50. Usando metà amido di mais e metà amido di riso, otterrai una crema che è contemporaneamente stabile (grazie al mais) e vellutata (grazie al riso).

Il Segreto dello Chef: Se vuoi una crema “effetto specchio”, lucida come quella delle vetrine, usa solo amidi. La mancanza di proteine della farina permette alla luce di attraversare la crema, rendendo il colore giallo del tuorlo vibrante e puro.

Posso usare solo la Farina 00 al posto degli amidi? Trucchi e dosi

Se preferisci la ricetta tradizionale “della nonna” e vuoi usare solo la farina, puoi sostituire il totale degli amidi (40g) con 50g di Farina 00. Attenzione però: in questo caso il Metodo Vulcanico è sconsigliato. Dovrai usare il Metodo Classico e prolungare la cottura per almeno 2-3 minuti dopo che la crema si è addensata, portandola a circa 90-92°C. Questo serve a “rompere” le molecole degli amidi della farina ed evitare il fastidioso sapore di farina cruda e la consistenza troppo gommosa.

Quale addensante scegliere per la tua Ricetta Base?

AddensanteRisultatoUtilizzo Ideale
Farina 00Soda, opaca, rusticaDolci da forno a lunga cottura
Amido di MaisGelificata, stabileBignè e torte a piani
Amido di RisoLucida, effetto “pomata”Dessert al cucchiaio
Mix 50/50Perfetto e bilanciatoStandard Alta Pasticceria

Nota Tecnica: Ricorda che la farina cuoce a 92°C, mentre gli amidi iniziano ad addensare già a 82-84°C. Usando gli amidi, ridurrai il tempo sul fuoco, preservando il colore giallo brillante dei tuorli e il profumo naturale della vaniglia

Ingredienti e Dosi della Crema Pasticcera: la formula per un bilanciamento perfetto

Ingredienti per crema pasticcera: tuorli d'uovo, latte intero, amido di mais, amido di riso, zucchero, bacca di vaniglia e scorza di limone.

Per ottenere circa 750-800g di crema pasticcera (la quantità ideale per una crostata da 24-26 cm, per farcire una torta di Pan di Spagna da 22-24 cm o per circa 20 bignè), ecco la lista della ricetta base bilanciata per essere leggera, vellutata e stabile.

  • 500 ml di Latte intero fresco (per una struttura ricca e cremosa)
  • 80 g di Tuorli d’uovo (circa 4 tuorli di uova grandi o 5 di uova medie)
  • 120 g di Zucchero semolato (indispensabile per la stabilità e la dolcezza)
  • 20 g di Amido di mais (Maizena) (per dare struttura e tenuta al taglio)
  • 20 g di Amido di riso (per una lucentezza a specchio e una texture vellutata)
  • 1 pizzico di Sale fino (circa 1g) (fondamentale per esaltare i grassi e la vaniglia)
  • 1 Bacca di Vaniglia (Bourbon o Tahiti): Incidi la bacca nel senso della lunghezza e preleva i semi con la punta di un coltello. Usa sia i semi (nella montata di uova) che il baccello vuoto (in infusione nel latte).
  • 1/2 Scorza di Limone Biologico: Utilizza un pelapatate per ricavare solo la parte gialla (il flavedo). Evita assolutamente la parte bianca (albedo), che rilascerebbe un retrogusto amaro durante la cottura.

La Scienza della Crema: Temperature e Gelatinizzazione

La crema pasticcera si addensa grazie a due fenomeni simultanei:

  1. Coagulazione delle proteine del tuorlo (tra 70°C e 85°C)
  2. Gelatinizzazione degli amidi (tra 80°C e 90°C)

Il punto di equilibrio ideale si trova tra 82°C e 84°C:

  • sotto → crema liquida
  • sopra → sapore di uovo e rischio separazione

I 3 Segreti dello Chef per una Crema professionale

  1. La Temperatura degli Ingredienti: Per il metodo classico, il latte deve essere portato sfiorando il bollore, mentre i tuorli devono essere a temperatura ambiente per legarsi meglio allo zucchero.
  2. Perché gli Amidi? Usando questo mix (25g Mais + 20g Riso) otterrai una crema che non “fa il filo” e che rimane lucida anche dopo 24 ore in frigorifero, a differenza della farina che tende a rendere la crema opaca e pesante.
  3. Pesa tutto: Anche se ti ho indicato il numero dei tuorli, per un risultato professionale usa sempre la bilancia. 10 grammi di tuorlo in più o in meno possono cambiare drasticamente la densità della tua ricetta base.

Come fare la Crema Pasticcera: i 3 Metodi dei Grandi Maestri

Non esiste un solo modo di preparare la crema pasticcera. Ogni metodo risponde a un’esigenza diversa. Ecco come eseguire ogni tecnica come un vero professionista.

1. Il Metodo Classico: la tecnica del temperaggio per il massimo controllo

Fase di temperaggio della crema pasticcera: versamento del latte caldo nel tegame con il composto di tuorli, zucchero e amidi per una miscelazione omogenea.

È il metodo della pazienza, perfetto per chi vuole ottenere una crema estremamente vellutata controllando la densità istante per istante.

  1. L’Infusione Aromatica: Versa il latte in un pentolino con il baccello di vaniglia inciso e la scorza di limone. Riscalda a fuoco dolce: il segreto è fermarsi un attimo prima del bollore (circa 80°C). Se il latte bolle troppo presto, le proteine iniziano a cambiare sapore.
  2. La Creazione del Pastello: In un tegame dal fondo spesso o una ciotola capiente, lavora i tuorli con lo zucchero e il sale usando una frusta. Aggiungi gli amidi setacciati poco alla volta. Devi ottenere un composto liscio, denso e senza grumi.
  3. Il Temperaggio (Cruciale): Versa un mestolo di latte caldo sul composto di uova e mescola subito. Questo “scalda” le uova gradualmente, evitando che lo shock termico le trasformi in una frittata quando le unirai al resto del latte.
  4. La Cottura Lenta: Versa il latte caldo a filo sul pastello stemperato direttamente nel tegame di cottura. Trasferisci sul fuoco e cuoci a fiamma medio-bassa, mantenendo un movimento costante con la frusta. Mescola bene e disegna degli ‘otto’ sul fondo per raggiungere ogni angolo del tegame ed evitare che il calore intenso faccia attaccare il composto. Continua finché la crema non inizia ad addensarsi. La crema pasticcera preparata con il metodo classico cuoce in circa 8–10 minuti. Durante questo tempo il composto va mescolato sul fuoco finché non raggiunge la consistenza ideale, tra 82°C e 85°C. Quando vedi apparire le prime bolle in superficie e la consistenza diventa tale che la crema ‘scrive’ (ovvero, ricadendo dalla frusta lascia una traccia ben visibile per qualche secondo), la cottura è ultimata.

2. Il Metodo di Renato Ardovino: crema stabile con panna per torte decorate

Preparazione della crema pasticcera stabile di Renato Ardovino: uso della frusta manuale mentre si versa la montata nel latte e panna bollente.

Questo metodo è la firma del Maestro per farcire le sue celebri torte decorate. Rispetto al metodo classico, garantisce una crema più elastica, ricca e stabile grazie a un preciso bilanciamento di grassi e alla tecnica di inserimento. Si utilizza un mix di 80% latte intero e 20% panna fresca (es: 400ml latte e 100ml panna).

Procedimento nel dettaglio:

  1. Il Riscaldamento degli Aromi: In un pentolino, unisci il latte, la panna, i semi della vaniglia e le scorze di limone. Porta il composto verso il punto di ebollizione a fuoco medio.
  2. La Montata Idratata: Mentre il latte scalda, monta i tuorli con lo zucchero (meglio se con fruste elettriche o in planetaria) fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Solo alla fine, incorpora gli amidi setacciati (mais e riso) mescolando delicatamente per non smontare troppo la massa.
  3. L’Unione a Filo (Il Punto Chiave): Appena il latte e la panna accennano a salire (il primo bollore), elimina gli aromi. Versa il composto di uova e zucchero a filo direttamente nel latte bollente, iniziando subito a mescolare con la frusta manuale.
  4. Cottura Rapida: Continua a mescolare energicamente per circa 2 minuti. Grazie alla temperatura elevata del latte e alla panna, la crema si rapprenderà velocemente, diventando soda, lucida e con una tenuta impeccabile per il taglio.

3. Il Metodo Vulcanico dei Maestri Pasticceri: il segreto di Montersino e Knam

Preparazione della crema pasticcera con metodo vulcanico: la montata di uova che bolle nel latte e panna.

Questa tecnica è ideale per chi cerca velocità e sicurezza, riducendo al minimo il tempo in cui si mescola sul fuoco. Per questa preparazione, la base liquida è composta da 400 ml di latte intero e 100 ml di panna fresca. La panna aiuta la montata di uova a galleggiare meglio e conferisce una struttura più setosa alla crema finale.

  • La Montata d’Aria: In una ciotola ampia, monta a lungo i tuorli con lo zucchero e la polpa della vaniglia fino a ottenere una crema molto chiara, spumosa e areata (occorreranno un paio di minuti). Solo a questo punto incorpora l’amido setacciato. È proprio l’aria incorporata che permetterà al composto di galleggiare sul latte.
  • L’Inserimento Anticipato: A differenza di quanto si pensi, non devi aspettare il bollore vigoroso. Scalda il latte (con la panna e il baccello) e, quando è ben caldo ma non ancora a bollore, versa il composto di uova all’interno della pentola. Vedrai la montata galleggiare immediatamente sulla superficie liquida.
  • L’Attesa del Bollore: Lascia riposare il composto senza mescolare. Devi aspettare che il latte sottostante arrivi a ebollizione: te ne accorgerai quando vedrai comparire le prime bolle che affiorano sulla superficie della montata di uova.
  • La Trasformazione Istantanea: Non appena affiorano le bolle, agisci subito con la frusta manuale. Mescola energicamente per pochissimi secondi e togli immediatamente dal fuoco. La crema si addenserà all’istante, risultando perfettamente vellutata senza aver bisogno di mescolare per minuti.

💡 Il consiglio per non sbagliare mai

Indipendentemente dal metodo scelto, ricorda: la crema è cotta quando raggiunge gli 82-84°C. Se non hai un termometro, osserva attentamente il cambiamento di consistenza e aspetto: la crema deve passare da una consistenza liquida a una densa, e la sua superficie deve trasformarsi da opaca a lucida e vellutata nel giro di pochi secondi.

Quale metodo scegliere? Guida rapida alla scelta

ObiettivoMetodo ConsigliatoVantaggio Chiave
MorbidezzaClassicoControllo totale
VelocitàArdovinoStabilità professionale
TenutaVulcanicoZero grumi garantito

Come raffreddare la Crema Pasticcera: il segreto per una consistenza lucida, vellutata e senza pellicina

Raffreddamento professionale della crema pasticcera: contenitore basso su ghiaccio con pellicola a contatto per una texture lucida.

Molti pensano che il lavoro finisca quando la crema si addensa sul fuoco, ma è qui che si gioca la qualità finale. Il raffreddamento non è solo una pausa, è una fase tecnica che determina la lucentezza, la setosità e la sicurezza alimentare della tua ricetta base.

Per bloccare la cottura e ottenere una struttura professionale, segui questi tre passaggi fondamentali:

1. Lo Shock Termico per bloccare la cottura

Una volta raggiunta la temperatura di 84°C, trasferisci subito la crema in una ciotola di vetro o acciaio (preferibilmente tenuta in freezer per 15 minuti). Questo abbassamento repentino della temperatura ferma la coagulazione dei tuorli, evitando che la crema assuma quel fastidioso sentore di “uovo sodo”.

2. La Pellicola a contatto

Stendi immediatamente un velo di pellicola trasparente (adatta al calore) direttamente sulla superficie della crema, facendo pressione affinché non restino bolle d’aria. Questo è l’unico modo per impedire l’evaporazione dell’acqua e la formazione della pellicina dura in superficie.

3. Abbattimento e Riposo

Se possibile, immergi la ciotola in un bagnomaria di acqua e ghiaccio per velocizzare la discesa sotto i 10°C. Una volta tiepida, riponila in frigorifero per almeno 2 ore: questo tempo permette agli amidi di stabilizzarsi e agli aromi di vaniglia e limone di maturare completamente.

Che tu abbia scelto il metodo classico o quello vulcanico, questa procedura garantisce una crema pasticcera classica sempre brillante, elastica e pronta per farcire le tue creazioni con una tenuta impeccabile. Tip: Se vuoi una crema “effetto specchio”, una volta fredda, lavorala velocemente con una frusta a mano prima di utilizzarla. Questo riattiva gli amidi e la rende immediatamente più lucida e fluida.

Perché la mia Crema Pasticcera non è perfetta? Risoluzione degli errori comuni (Troubleshooting)

Anche seguendo la ricetta, piccoli dettagli ambientali o tecnici possono compromettere il risultato. Ecco come riconoscere e risolvere i problemi più frequenti:

  • La crema è troppo liquida: * Causa: Non è stata raggiunta la temperatura di gelatinizzazione degli amidi (82°C) oppure la proporzione degli ingredienti era errata.
    • Rimedio: Riporta sul fuoco per un minuto. Se il problema persiste, stempera 5g di amido in un goccio di latte freddo, uniscilo alla crema e cuoci finché non si addensa.
  • La crema presenta dei grumi:
    • Causa: Il pastello non era ben liscio o non hai mescolato abbastanza energicamente durante l’addensamento.
    • Rimedio: Non disperare. Passa la crema attraverso un setaccio a maglie fini oppure utilizza un mixer a immersione per pochi secondi. La crema tornerà liscissima.
  • Sapore eccessivo di uovo:
    • Causa: Hai superato gli 85°C o non hai raffreddato la crema abbastanza velocemente. Oltre questa soglia, le proteine del tuorlo rilasciano idrogeno solforato.
    • Rimedio: Purtroppo il sapore non scompare, ma puoi mitigarlo aggiungendo una punta di scorza di limone grattugiata fresca a freddo o un po’ di panna montata per trasformarla in una Diplomatica.
  • La crema “rilascia acqua” dopo un giorno (Sineresi):
    • Causa: Hai usato solo farina 00 o hai cotto troppo poco la crema.
    • Rimedio: Segui il consiglio del mix di amidi (Mais e Riso) per evitare che la struttura collassi col freddo.

Conservazione e Sicurezza: quanto dura la Crema Pasticcera in frigo?

La crema pasticcera è un ambiente ideale per la proliferazione batterica a causa dell’alta presenza di umidità, proteine (uova) e zuccheri. Gestire correttamente la post-cottura non è solo una questione di gusto, ma di salute.

🌡️ La Regola delle Temperature

  • Abbattimento rapido: Come abbiamo visto, la crema deve passare da 84°C a meno di 10°C nel minor tempo possibile. Non lasciarla mai raffreddare sul piano della cucina per ore: la fascia di temperatura tra i 40°C e i 20°C è la più pericolosa per la crescita dei batteri.
  • In Frigorifero: Una volta fredda, va conservata tassativamente a +4°C. In queste condizioni, la crema pasticcera si mantiene perfetta per 48-72 ore. Oltre il terzo giorno, il sapore della vaniglia decade e la struttura inizia a perdere stabilità.

🧊 Si può congelare la Crema Pasticcera?

  • NO (per la ricetta classica): Il congelamento domestico crea macro-cristalli di ghiaccio che rompono i legami degli amidi. Una volta scongelata, la crema subirà il fenomeno della sineresi: vedrai la separazione della parte liquida da quella solida, ottenendo una massa granulosa e acquosa.
  • L’eccezione: Puoi congelarla solo se la trasformi in una Crema Mousseline (aggiungendo burro) o se utilizzi “amidi modificati” professionali, che però esulano dalla ricetta base casalinga.

Come capire se la crema è andata a male

Ecco come riconoscere i segnali di deterioramento:

  1. Sineresi eccessiva: Se vedi molto liquido separato sul fondo della ciotola.
  2. Opacità o variazione di colore: Se il giallo brillante vira verso un tono grigiastro o spento.
  3. Odore acido: Un chiaro segnale di fermentazione lattica.

Varianti della Crema Pasticcera: come fare la Diplomatica, la Mousseline e altre basi

Padroneggiare la ricetta base della crema pasticcera ti apre le porte dell’alta pasticceria internazionale. Variando la densità o aggiungendo ingredienti grassi e ariosi, puoi trasformare la tua base in una preparazione completamente diversa.

Ecco le derivate più celebri e come realizzarle con le giuste proporzioni:

1. Crema Diplomatica: l’incontro con la panna montata (La Regina delle Torte)

Spesso chiamata erroneamente “Chantilly” in Italia, la diplomatica è l’unione tra la crema pasticcera e la crema chantilly (panna montata zuccherata e vanigliata).

  • Proporzione ideale: 2 parti di crema pasticcera e 1 parte di panna montata.
  • Utilizzo: Ideale per torte nuziali, Millefoglie e Pan di Spagna, grazie alla sua texture soffice ma sostenuta.
  • Il Segreto: Unisci la panna solo quando la crema pasticcera è completamente fredda (4°C) per evitare che il calore smonti i grassi della panna.

2. Crema Mousseline: la versione ricca al burro per torte francesi

È la crema pasticcera arricchita con burro. È la farcitura classica della celebre torta francese Fraisier.

  • Proporzione ideale: Aggiungi circa 150g-200g di burro pomata per ogni 500g di crema pasticcera.
  • Procedimento: Il burro va incorporato in due tempi: una parte nella crema ancora calda e la restante parte montando il tutto con le fruste una volta che la base è fredda.
  • Risultato: Una consistenza setosa e una tenuta perfetta al taglio, ideale per dolci che richiedono una precisione geometrica.

3. Crema Frangipane (Per dolci da forno)

Una variante ricca che prevede l’aggiunta di farina di mandorle.

  • Composizione: Si ottiene mescolando la crema pasticcera con la crema frangipane (burro, zucchero, uova e mandorle polverizzate).
  • Utilizzo: È il ripieno iconico della Galette des Rois. A differenza della pasticcera pura, questa variante esprime il meglio di sé dopo una cottura in forno.

4. Crema Pasticcera al Cioccolato o Nocciola: come aromatizzare la base

Trasformare la base in una variante golosa richiede un piccolo accorgimento tecnico per non sbilanciare gli amidi.

  • Al Cioccolato: Aggiungi 100g di cioccolato fondente tritato (55-70%) alla crema appena tolta dal fuoco. Il calore residuo scioglierà il cioccolato, creando un’emulsione lucida e densa.
  • Alla Nocciola o Pistacchio: Incorpora 50g di pasta pura di frutta secca (100% nocciola o pistacchio) alla crema fredda, mescolando con una frusta per rendere il sapore omogeneo.

La tua Crema Pasticcera perfetta: dai vita alle tue creazioni

Padroneggiare la crema pasticcera non significa solo seguire una ricetta, ma comprendere l’equilibrio invisibile tra calore, chimica degli amidi e qualità delle materie prime. Che tu abbia scelto la precisione del Metodo Classico, la velocità del Metodo Vulcanico o la struttura nobile dello Stile Ardovino, ora possiedi gli strumenti tecnici per non fallire mai più.

Ricorda sempre i tre pilastri del successo:

  1. La bilancia è la tua migliore amica: Mai andare a occhio.
  2. Il termometro è la tua bussola: Gli 84°C sono il confine tra una crema perfetta e una frittata dolce.
  3. Il raffreddamento è la tua firma: Una crema lucida e sicura nasce dal ghiaccio, non solo dal fuoco.

Ora che la tua ricetta base è infallibile, non ti resta che sperimentare: usala per una crostata di frutta fresca, per farcire dei bignè croccanti o come base per una diplomatica soffice. La pasticceria è scienza, ma il risultato è pura emozione.

Ora tocca a te!

Quale dei tre metodi ti incuriosisce di più? O hai incontrato qualche difficoltà che non abbiamo trattato? Scrivilo nei commenti qui sotto! Condividi questa guida con i tuoi amici appassionati di cucina e taggaci nelle tue creazioni sui social: non c’è soddisfazione più grande di vedere una crema pasticcera che “brilla” sul tavolo.

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Crema Pasticcera

Difficoltà: Medio Tempo di Preparazione 15 mins Tempo di Cottura 10 mins Tempo di Riposo 2 ore Tempo Totale 2 ore 25 min
Tempo di Cottura: 84  C Porzioni: 8 Calorie: 160 kcal
Stagione Migliore: Adatto tutto l'anno
Dietetica:

Descrizione

Questa ricetta base della crema pasticcera è studiata per offrire una struttura setosa e una stabilità perfetta al taglio. Grazie al bilanciamento tra amido di mais e riso, otterrai un risultato professionale ideale per farcire crostate, bignè e torte di Pan di Spagna. Un manuale tecnico adatto sia ai principianti che ai più esperti.

Parole chiave: Crema pasticcera, ricetta base, crema per torte, crema pasticcera senza grumi, pasticceria professionale, amido di mais, amido di riso, crema per crostata.
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  1. Sara

    Ho preparato la crema pasticcera per farcire un dolce ed è venuta liscia, vellutata e senza grumi. Dolce al punto giusto e profumata di vaniglia.

    • Marco

      Grazie di cuore! Sono felicissimo che la crema ti sia venuta così liscia e vellutata. La vaniglia fa davvero la differenza. Ottimo lavoro!